I ministri della salute dell’Ocse hanno chiesto l’adozione di un sistema comune che consenta l’uso dei dati sanitari nel rispetto della privacy.

 

La “Recommendation on Health Data Governance”, traduzione di Raccomandazione sulla governance dei dati relativi alla salute, è stata redatta dal consiglio dell’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) nel mese di dicembre, ma è stata resa pubblica solamente dopo la sua approvazione da parte dei ministri competenti, avvenuta la settimana scorsa a Parigi.

 

Un contributo significativo nella redazione è stato offerto anche dal Garante italiano per la protezione dei dati personali, nell’ambito del Gruppo di lavoro dell’Ocse su sicurezza e privacy nell’ambiente digitale (Wpspde):

“L’obiettivo del documento – spiega il Garante in una nota – è quello di offrire indicazioni atte a migliorare e rendere più efficiente il sistema sanitario nei paesi aderenti all’organizzazione, favorendo la creazione di una piattaforma condivisa per la corretta gestione dei dati sanitari trattati per la salute pubblica, per scopi statistici e di ricerca scientifica, nonché per la fornitura dei servizi offerti. L’Ocse ritiene che, se correttamente implementate nei vari paesi, le indicazioni contribuiranno anche a migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria e, di conseguenza, a sviluppare una società davvero «in buona salute». Tali obiettivi dovranno però essere perseguiti promuovendo e tutelando le libertà individuali e la protezione dei dati personali, peraltro a carattere sensibile, di chi usufruisce dei servizi sanitari”.

 

Nella Raccomandazione vengono poi identificati otto principi fondamentali a tutela della privacy che mireranno a rendere più semplice, efficace e sicura la cooperazione tra i paesi facenti parte dell’Ocse. Tra questi la riduzione delle barriere nello scambio delle informazioni sulla salute, la definizione di standard comuni per il trattamento dei dati, l’adozione di adeguate misure a protezione delle informazioni, il maggior coordinamento tra settore pubblico e privato e la necessità di informare correttamente gli utenti.