Sui social media esistono numerosi gruppi di utenti ed è importante sapere parlare nel modo giusto ad ognuno.

 

Ormai non è più un segreto che sui social media, proprio come nel mondo reale, esistano diverse tipologie di utenti. Chi si occupa di web marketing non deve solo capire quale di questi gruppi è quello più interessato ai propri prodotti e servizi, ma anche individuare il modo più efficacie per comunicare con esso.

 

Un compito piuttosto arduo, ma reso un po’ più semplice da un’indagine si Sprout Social, compagnia americana che si è occupata di analizzare le abitudini e le preferenze di 3 gruppi generazionali:

  • I Millennial, utenti dai 18 ai 34 anni
  • La generazione X, compresi tra i 34 e i 54 anni)
  • I Baby Boomers

 

Ognuno di questi insiemi di utenti ha comportamenti diversi, che è necessario conoscere ai fini di una comunicazione davvero funzionante. Ecco quali dati sono emersi dallo studio e come è possibile sfruttarli nel proprio piano comunicativo.

 

Il canale giusto

 

A seconda dell’età e, di conseguenza, del livello di familiarità con la Rete, ogni gruppo ha diversi canali preferenziali. Quello più diffuso tra tutti i pubblici? Naturalmente Facebook.

 

Ma il fatto interessante è un altro, ossia che , ad eccezione di Pinterest e Google+, i Millenial sono attivi su ogni canale, mentre i Baby Boomers possono essere coinvolti tramite Google+ e YouTube. Sulla piattaforma video sono presenti anche molti appartenenti alla Generazione X, che sembra essere la più attiva su Pinterest.

 

Social media e generazioni a confronto

 

Ovviamente, se il nostro pubblico di riferimento è composto principalmente da Millenial, allora la strategia considererà più canali, mentre per gli altri gruppi sarà necessario lavorare su piattaforme specifiche.

 

Follower occasionali e non

 

Quando si va alla ricerca di follower per i nostri canali, è di vitale importanza puntare ad un pubblico che sia effettivamente interessato e che segua con attenzione i nostri aggiornamenti. Solo così sarà possibile ottenere un ritorno.

 

Diventa perciò fondamentale capire chi è più propenso a seguire il nostro marchio. Secondo la ricerca, tra i Millennial e la Generazione c’è il maggior numero di utenti interessati alle pagine dei brand.

 

Questo dato ci aiuta nel momento di effettuare campagne mirate all’acquisizione di pubblico e alla brand awarness.

 

Social media e generazioni a confronto 2

 

 

Allo stesso modo, è di grande aiuto sapere quali sono i comportamenti sbagliati che causano la perdita di follower. Sotto questo punto di vista, pare che la Generazione X venga allontanata principalmente da contenuti offensivi e dallo spam. Anche i Millennial sembrano non gradire particolarmente lo spam, così come le brutte esperienze con il brand. Per quanto riguarda i Baby Boomer, invece, lo spam è al primo posto nella lista dei motivi per smettere di seguirci.

 

Social media e generazioni a confronto 3

 

Alla luce dei numeri, è bene tenere conto di che tipo di messaggio stiamo mandando e quale target lo leggerà: a seconda del destinatario, infatti, un messaggio promozionale potrebbe allontanare l’utente, anziché avvicinarlo.

 

Chi sono i compratori?

 

Se vogliamo trasformare i nostri social in un vero e proprio negozio, non possiamo non tenere a mente quale pubblico è il più propenso a fare acquisti in Rete. Secondo Sprout Social, i compratori compulsivi appartengono alla Generazione X, il cui 67% si dice incline all’acquisto da marchi seguiti sulle piattaforme social.

 

Quindi sarà su questo target che potremmo puntare maggiormente le strategie direttamente finalizzate alla vendita.

 

Social media e generazioni a confronto 4

 

Ovviamente, i dati raccolti trattano gruppi demografici molto ampi e non tengono conto dei vari sottoinsiemi all’interno della popolazione. Quindi, per una strategia efficace, l’ideale è quello di effettuare un’analisi più approfondita del nostro pubblico (aziende o privati? consumatori o acquirenti? ecc.) e sul suo comportamento, per poi incrociare i risultati con dati come questi.

 

Ad ogni modo, il segreto sta sempre nel segmentare, analizzare e personalizzare la comunicazione. Questo vale per ogni aspetto, dal customer care al tono utilizzato. Senza questo approccio, è difficile costruire una community vera e propria e fidelizzare gli utenti.