Una lettera aperta a miliardi di persone, il manifesto di Zuckerberg per la creazione di un mondo migliore: ecco cosa c’è nel futuro di Facebook.

 

Costruire una comunità globale: questo è il titolo della lunga lettera che Zuckerberg ha scritto pochi giorni fa rivolgendosi alla community di Facebook, una “nazione” di 1,8 miliardi di persone. Zuckerberg muove da una domanda, definita come la più importante di tutte: stiamo costruendo il mondo che tutti noi vogliamo?

 

 

Facebook: un ponte per il cambiamento globale

Zuckerberg non ci va per la leggera; ha in mente un chiaro obiettivo per il futuro di Facebook: trasformare la sua creatura in uno strumento per la creazione di potenti comunità globali. Facebook inteso quindi come una piattaforma che possa contribuire allo sviluppo delle infrastrutture sociali, non più solamente come il social che connette amici e familiari.

La lettera di Zuckerberg ha tutte le sembianze di un manifesto (politico?), dal quale emergono diversi punti interessanti:

  • Facebook vuole facilitare lo sviluppo di comunità reali, non solo virtuali: la piattaforma dà la possibilità di creare dei gruppi in cui le persone di tutto il mondo possono condividere i loro interessi in comune. Questi gruppi possono essere una reale base di partenza per connettere e far incontrare fisicamente le persone.

 

  • Sicurezza delle persone: Facebook vuole costruire un mondo più sicuro sfruttando la potenza della rete. Conosciamo già il servizio del Safety Check, che permette agli utenti di condividere un aggiornamento di stato per far sapere alle loro comunità di essere sani e salvi in caso di calamità naturali, disastri o attentati. Il CEO di Facebook parla inoltre di un possibile sfruttamento dell’intelligenza artificiale per garantire maggiore sicurezza alle persone.

 

  • Fact checking ed eliminazione delle notizie false: abbiamo recentemente seguito le vicende di Facebook nel suo impegno per garantire la pubblicazione, all’interno della piattaforma, di notizie veritiere e soggette ai controlli di enti qualificati. La disinformazione circolante sul social, frutto della circolazione di fake news, è stata oggetto di dibattiti a livello mondiale. Zuckerberg, inizialmente restio ad ammettere la responsabilità di Facebook nella diffusione allarmante delle notizie false, ha dovuto in seguito rivedere le sue posizioni e prendere provvedimenti.

 

  • Il quarto punto, quello più importante, è quello in cui Zuckerberg parla dello sviluppo di infrastrutture che possano incrementare il coinvolgimento civico e politico delle persone e che diano la possibilità a tutti di partecipare a importanti decisioni collettive.

 

L’ultimo punto sembra essere davvero il più saliente di tutto il discorso di Zuckerberg. Se davvero le intenzioni del CEO sono queste, Facebook presto non sarà più un semplice social network inteso come una “piazza virtuale”, in cui le persone si incontrano e concludono affari. Ben presto la piattaforma potrebbe diventare uno strumento per unire l’umanità, in barba alle posizioni conservatrici di Trump o di altri leader politici nel mondo.

 

Dobbiamo prendere questa lettera come una sorta di annuncio su un probabile futuro impegno politico di Zuckerberg?