Big G vuole lanciare un ad-blocker per Chrome, con lo scopo di filtrare tutti gli annunci poco pertinenti. Anche quelli da AdWords.

 

 

Cosa spinge il più grande pubblisher di annunci digitali del mondo a sviluppare un software per bloccare tali annunci, compresi quelli pubblicati dalle sue piattaforme? Come si legge sul blog ufficiale, la risposta sta nella qualità delle inserzioni: per proporre agli utenti annunci sempre più qualitativi, Big G sta lavorando ad un ad-blocker per Chrome basato sui Better Ads Standards della compagnia.

 

Al momento, Chrome copre il 41,6% del mercato dei browser da desktop e filtrare gli annunci su tale spazio significa ridurre non poco il numero di inserzioni. Tuttavia, Sridhar Ramaswamy, vice Presidente della sezione Ads e Commerce, afferma che tale filtro aiuterà a mantenere alto il livello qualitativo e sarà un incentivo per tutti i professionisti che sostengono il proprio lavoro con annunci pertinenti e di qualità.

 

Bloccare gli annunci per avere più annunci

 

Anche se può sembrare un paradosso, quello che Google vuole fare è bloccare le inserzioni per evitare che lo facciano gli utenti. Secondo una ricerca di PageFair, l’11% di chi naviga usa un sistema di ad-blocking, limitando così senza distinzione sia le inserzioni di qualità che quelle più indesiderate. Per evitare che questo accada. il gigante del Web è disposto a filtrare di persona gli annunci, colpendo solo quelli che non rispettano gli standard e tutelando gli inserzionisti più virtuosi.

 

L’utilizzo degli ad-blocker nel mondo.

 

Questa iniziativa è l’ultima di una lunga serie di misure che Google sta prendendo per migliorare l’esperienza degli utenti che visualizzano gli annunci e per fare in modo che l’advertising resti uno strumento allettante: l’introduzione di penalizzazioni per le pagine mobile con annunci troppo invasivi ne è la prova.

 

Per far comprendere meglio agli inserzionisti cosa si intende per “annunci non consoni”, è stato lanciato anche uno strumento apposito per illustrare gli standard della compagnia, con foto e video delle inserzioni che sono state ritenute problematiche e poco inerenti.