La NHS ha fornito i dati a Google per testare l’intelligenza artificiale DeepMind nella medicina predittiva.

 

La Royal Free National Health Security (NHS) è una fondazione pubblico-privata di Londra che si occupa di medicina e tecnologia medica nella sanità pubblica nel Regno Unito.

La NHS è stata oggetto di un’inchiesta della ICO, organo indipendente simile al garante della privacy italiano, in quanto avrebbe violato la legge sulla privacy fornendo a Google dati e dettagli di 1,6 milioni di pazienti.

 

Cosa è DeepMind e cosa è successo

 

DeepMind è un’impresa britannica che si occupa di intelligenza artificiale e fu acquistata da Google nel 2014. La società ha sviluppato l’applicazione Streams: un software in grado di inviare avvisi istantanei per evitare i casi di mancato soccorso in condizioni di lesioni renali acute.

L’app è integrata con le apparecchiature IT degli ospedali che hanno aderito al progetto. In caso di urgenze, Streams invia una notifica sullo smartphone del medico specializzato, mostrandogli i risultati dei test e le informazioni precedenti in modo che possa fare una diagnosi immediata.

 

DeepMind dati pazienti

 

Per sviluppare il software, il colosso di Mountain View ha stretto accordi con alcuni ospedali e la NHS ha fornito a Google i dati di 1,6 milioni di pazienti inglesi.

Secondo la ICO, Google e la NHS non avrebbero raccolto i dati in modo trasparente e nel pieno rispetto della privacy: i pazienti erano ignari di tutto, poiché non erano stati avvisati che i loro dati sarebbero stati oggetto di test.

 

La richiesta del Garante

 

Elizabeth Denham della commissione ICO afferma: “Abbiamo chiesto alla NHS e a Google di impegnarsi per apportare modifiche ai moduli sottoposti ai pazienti, per informarli con trasparenza su come vengono trattati i loro dati. La legge sulla privacy non è una barriera all’innovazione, ma non può essere bypassata. Il prezzo dell’innovazione non deve essere l’erosione dei diritti fondamentali della privacy”

Google e NHS sono chiamate a ristabilire il loro modo di operare, rispettando la legge sulla protezione dei dati, per il progetto DeepMind e per eventuali sperimentazioni future.

Dopo aver ricevuto un report completo su quanto accaduto, il garante della privacy deciderà se DeepMind incorrerà in eventuali sanzioni.