In Francia è stata presentata una proposta di legge che commina fino a 45 mila Euro di multa per chi pubblica immagini dei figli in un luogo privato senza il loro consenso.

 

C’è chi difende a tutti i costi la privacy familiare e chi proprio non ce la fa a resistere alla tentazione di condividere sulla propria bacheca gli scatti dei figli mentre muovono i primi passi, fanno il primo bagnetto o altri momenti importanti della loro vita. Ma pubblicare le foto dei bambini piccoli su Facebook oltre a essere un’attività molto pericolosa e sconsigliabile per i rischi connessi con un utilizzo improprio delle immagini dei minori, potrebbe diventare anche molto costoso!

 

La novità questa volta arriva dalla Francia, con la possibilità di riverberi nel resto dell’Europa, dove è stata presentata una proposta di legge che commina fino a 45mila Euro di multa per chi pubblica immagini dei figli in un luogo privato senza il consenso dei minori. Secondo la legge un domani i figli potrebbero anche denunciare i propri genitori per far valere il loro diritto alla privacy. In realtà va detto che non si tratta di una nuova legge, ma solo della corretta applicazione di quella già esistente sulla privacy.

 

Recentemente è toccato alla gendarmeria francese lanciare un drammatico appello, invitando tutti i genitori a non pubblicare foto dei figli su Facebook:

Ricordatevi che postare le foto dei bambini su Facebook non è sicuro, è molto importante proteggere la privacy dei bambini e delle loro immagini sui social network.

 

 

È chiaro come tale questione non interesserà solo i nostri cugini d’Oltralpe, visto che anche Facebook sta preparando una funzione che in automatico avvertirà i genitori, in procinto di pubblicare una foto dei figli:

…è una foto di tuo figlio! Sicuro di volerla condividere con tutti?

 

 

La pubblicazione sul Social delle foto dei propri bambini è stato, quest’anno, un fenomeno talmente rilevante e pericoloso da rendere necessario l’intervento delle polizia postale che ha invitato i genitori a non divulgare queste immagini sia per amore della privacy rispettando il diritto dei bambini di scegliere da maggiorenni, se e cosa condividere della propria vita privata e sia perché oltre la metà delle foto contenute nei siti pedopornografici provengono proprio dalle foto condivise! Molte foto finiscono, infatti, ad insaputa di chi le pubblica, in quello che viene chiamato Deep Web e Dark web ovvero la parte sommersa ed invisibile della Rete, il lato oscuro in cui si muovono i cybercriminali.

 

 

Nel corso di un sondaggio promosso dall’Università del Michigan è emerso che il 51% dei genitori forniva insieme alle foto informazioni personali dei figli che potevano condurre i cybercriminali ad identificare con facilità i luoghi in cui si trovavano. Forse la minaccia francese è esagerata, ma certo potrà indurre tanti genitori a pensarci due volte prima di postare immagini dei propri bimbi con troppa facilità. Il consiglio della polizia postale rimane sempre lo stesso: è meglio continuare a tenere le foto nei vecchi e cari album di famiglia evitando così che un gesto ingenuo si trasformi in un vero proprio incubo!

 

 

Dott.ssa Simona Piovano

Digital Forensics Consultant