Una ricerca internazionale rivela come molti brand, dopo gli errori di misurazione di Facebook, siano intenzionati ad effettuare controlli esterni sui dati.

 

Quasi il 40% dei brand interpellati ha espresso la volontà di condurre delle verifiche indipendenti sui dati e le metriche di Facebook, per quel che riguarda la copertura dell’audience e la misurazione delle campagne. A rivelarlo una ricerca internazionale riportata dalla rivista statunitense di marketing AdAge. Il dato arriva in seguito alla recente questione della divulgazione, da parte del social network, di dati non corretti sulla performance di campagne e post, forniti attraverso i suoi sistemi di reportistica.

 

La ricerca, condotta dall’istituto di ricerca americano Advertiser Perceptions, ha coinvolto circa 400 manager di agenzie e aziende che maggiormente hanno investito in pubblicità online sul social. Il campione intervistato ha ammesso come la questione delle misurazioni non corrette su Facebook abbia prodotto una sensibile riduzione della fiducia nei confronti dell’advertising sui social media, ora al di sotto del 50%.

 

Più o meno la metà delle imprese intervistate ha dichiarato che non investirà su piattaforme considerate a rischio ed il 66% del campione ha dichiarato che presto metterà in discussione il budget da destinare a Facebook. Sempre secondo la ricerca, nel 2017 solo l’8% dei brand intervistati spenderà di più sul social network di Zuckerberg che su Google, mentre per il 36% degli intervistati avverrà l’esatto contrario.