La crescita della spesa in sicurezza informatica da parte delle imprese è un’importante presa di coscienza sui reali rischi posti dagli hacker.

 

Gli attacchi hacker dei mesi scorsi, WannaCry prima e Petya alcune settimane dopo, hanno messo in luce la debolezza in cui si trova la sicurezza informatica di aziende e organizzazioni in tutto il mondo, e ora in molti hanno deciso di correre ai ripari investendo cifre maggiori in protezione.

Secondo quanto sostiene Gartner, una società specializzata in ricerche di mercato, nel 2017 la spesa in soluzioni di cybersecurity arriverà a toccare gli 86,4 miliardi di dollari, con un incremento del +7% rispetto al 2016. Un’impennata che sarà destinata a crescere di anno in anno: per il 2018 le stime parlano di una spesa di 93 miliardi.

 

Gli investimenti in cybersecurity: la risposta agli hacker

Nel futuro l’attività criminosa degli hacker ai danni delle imprese è destinata ad aumentare: in un mondo lavorativo sempre più orientato all’utilizzo delle tecnologie informatiche e allo sfruttamento di grandi reti di connessione, le preoccupazioni degli esperti di sicurezza informatica sono più che giustificate.

Fortunatamente sono molte le aziende che hanno preso coscienza della necessità di investire in sicurezza informatica: una voce di spesa che fino a qualche mese fa non sembrava così scontata, nonostante gli avvertimenti lanciati da molti esperti in cybersecurity.

Si spera che una parte dei futuri investimenti sarà dedicata al personale, che rappresenta il vero anello debole per l’impresa. La maggior parte degli attacchi hacker avviene a causa dell’incapacità di riconoscere la violazione. In molti, infatti, aprono link e allegati contenuti in email sospette, spalancando di fatto le porte ai cybercriminali!

 

Le buone pratiche della cybersecurity, a casa e in ufficio

Per difendersi dagli attacchi hacker basta seguire poche, semplicissime regole. A casa come al lavoro, è bene:

  • Eseguire backup frequenti, salvando i propri dati su hard disk esterni che non devono essere tenuti collegati alla rete;
  • Utilizzare password non troppo semplici, modificandole spesso e non salvandole mai online;
  • Dotarsi di antivirus aggiornati;
  • Non aprire e-mail e file dei quali non si conosce la provenienza o che destino anche un minimo sospetto;
  • Non cedere a eventuali richieste di riscatto per riavere indietro dati rubati perché solo nel 2,5% dei casi i cyber criminali dopo il pagamento restituiscono realmente il maltolto.